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Mentre ballo i movimenti sono quasi inconsapevoli, non ascolto nemmeno la musica, la mia mente è altrove, persa nel vuoto. Per un istante mi sembra di percepire la tua presenza qui al mio fianco come sempre, giro lo sguardo alla ricerca dei tuoi occhi, del tuo sorriso, ma tu non ci sei, un grande sconforto mi assale, sento un forte peso al petto quasi a soffocarmi, mi fermo un istante appoggiandomi alla ringhiera della balconata che da sulla pista da ballo.
Sono ormai passate due settimane da quel Sabato pomeriggio...
-Vicky sei pronta?- -Si Giulia, dammi un secondo che mi sistemo i capelli- -Va bene ma sbrigati, dobbiamo passare anche in tintoria a ritirare i vestiti per questa sera- -Tranquilla faccio veloce- (Suona il citofono) -Uff chi è che rompe proprio ora?- -Vicky è Fabio, che faccio gli apro? -Che palle, ma cosa vuole ancora?- -Boh, che ne so- -Ok fallo salire- -Va bene, ma cerca di liberartene velocemente- -Ok farò il possibile- Toc Toc -Entra è aperto- -Ciao Giulia, ciao Vicky tutto bene? Ti vorrei parlare- -Ancora? Non pensi che ci siamo già detti tutto ciò che c'era da dire?- -No, ci sono cose ancora in sospeso- -Uff- -Ma è possibile che vi siate lasciati ormai da mesi e ancora continui a soffocarla con le tue paranoie?- -Giulia, fatti i cazzi tuoi!- -Hey, non ti permettere di rispondere così ad una mia amica- -Mi da fastidio si intrometta- -Senti Vicky, vi lascio sbrigare le vostre cose, io nel frattempo faccio un salto a ritirare i vestiti, tra quindici minuti torno a prenderti- -Ok, mi spiace però farti andar sola- -Non ti preoccupare, faccio veloce- Come sempre, con Fabio si genera una conversazione interminabile e logorroica, nella quale vengono ripetute sempre le solite cose, ho sempre odiato gli indecisi, a volte mi chiedo come possa aver intrapreso una relazione con lui. (Parecchi minuti dopo...) -Senti Fabio, non puoi continuare così, alla fine quando si è detto di prenderci del tempo hai accettato senza pensarci troppo, dicevi di non sapere più cosa provavi per me e che sentivi qualcosa per Veronica, fortuna che hai sempre detto che fosse solo un'amica e che io fossi la persona più importante della tua vita...- -Si lo so, però...- -Però niente, ti ho lasciato tutta la tranquillità ed il tempo necessario per riflettere e per più di tre mesi ti sei fatto gli affari tuoi snobbandomi, ora che ho conosciuto una persona con cui mi sento bene e vorrei iniziare qualcosa di importante, sei tornato alla carica- -Vicky, non ti voglio perdere, non ce la faccio a rinunciare definitivamente a te- -Fabio, tu sei un indeciso cronico, io non posso aspettarti in eterno, come ti ho detto, ho iniziato a frequentare una persona con cui sono tornata a sentirmi viva, sapevi che era un rischio che avresti corso quando hai accettato la mia proposta di allontanarci per schiarirci le idee- -Chi sarebbe questa persona?- -Ma che fine ha fatto Giulia, non doveva fare veloce?- -Se va beh, cambia discorso...non mi vuoi proprio dire con chi stai uscendo?- -Fabio, non è affar tuo e comunque non lo conosci- -Non capisco proprio tutto questo mistero- -Senti hai rotto, non vuoi proprio capire che...un momento mi suona il telefono, fammi rispondere. -Pronto- -Vicky sono Elena, corri in ospedale, Giulia ha avuto un incidente- -Cosa? Che è successo?- -Non conosco i particolari ma pare sia molto grave- -Arrivo subito, ci vediamo lì- -Che è successo? Sei diventata pallida tutta d'un colpo...- -Giulia...ha avuto un incidente, devo correre in ospedale- -In ospedale? Spero non si sia fatta nulla di grave- -Non lo so Fabio, ma pare di si...devo proprio scappare-
Mentre appoggiata alla ringhiera guardo dall'alto la gente spensierata divertirsi, il senso di vuoto che sento dentro non mi abbandona. La morte di Giulia mi ha tolto il sorriso e questo mondo, quello delle discoteche, che abbiamo sempre condiviso insieme dal giorno in cui abbiamo iniziato a lavorare come cubiste, sento che ha perso di senso senza lei, non mi appartiene più. Mi chiedo cosa sarebbe stato se quel maledetto pomeriggio fossi andata con lei invece di perdermi in futili discussioni riguardo una situazione che avrei dovuto risolvere da tempo, i sensi di colpa mi tormentano. Mi volto, scendo le scale e facendomi largo tra la folla mi dirigo verso l'uscita. Sento la necessità di cambiamenti, è giunto il momento di voltare pagina, di chiudere questo capitolo della mia vita ed iniziarne uno nuovo, lasciandomi alle spalle tutto e risolvere definitivamente cose lasciate in sospeso per troppo tempo. -Hey Vicky, dove vai?- -Alex, non ce la faccio più a stare qui, portami a casa-
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