capitolo 3: faccio a pugni con un fantasma

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[T. W.: il seguente capitolo, alquanto lungo, presenta scene, temi e dinamiche sensibili e violente, purtroppo necessarie per poter raccontare al meglio la storia e il background del protagonista di questa nuova parte.]
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「 Brano consigliato: Amygdala -
Agustd 」

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❝ Min Yoongi. ❞

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Kim Taehyung era morto.

Se l'era inghiottito il fiume Han e Min Yoongi ne era più che certo.
L'aveva scoperto quel pomeriggio del 13 agosto, al Cinéma, quando Seokjin era a telefono con lui, intento a rintracciare Taehyung, fuggito via senza più alcuna lucidità in corpo a seguito della loro brutta lite.

«Non riesco a trovarlo Yoongi, non so più dove sia.» affannava Seokjin dall'altra parte della linea, correndo come un forsennato lungo la riva del fiume.

«COSA SIGNIFICA CHE NON RIESCI A TROVARLO?» ringhiò Yoongi, incurante dei pugni di Namjoon e Hoseok che martellavano dietro la porta d'ingresso.

«Aspetta, forse sarà qui al vecchio cantiere.»

Seokjin cercò di rassicurarlo. Seguirono dei secondi di silenzio, in cui il maggiore esaminava con gli occhi attentamente il luogo, pur di trovare qualche indizio.

Poi, improvvisamente, l'agitazione di Seokjin iniziò a trasudare da tutte le parti: qualcosa, in quel preciso momento, si spezzò per sempre.

«No, no, no...Taehyung cos'hai fatto?»

Le parole di Seokjin si trasformarono in un mormorio sconvolto, fondendosi con dei singhiozzi soffocati, prima che la chiamata terminasse bruscamente.

Quel pianto graffiò le orecchie di Yoongi, che capì immediatamente cosa fosse successo. Non c'era bisogno di aggiungere altro.
Si lasciò cadere sulla sedia posta dietro di sè e il dolore che gli esplose nel petto fu tale da rubargli l'ossigeno.

Portò le mani alla bocca e pianse; pianse per la prima volta senza vergogna, sotto gli occhi increduli dei suoi due amici che, chissà come, erano riusciti a entrare.

Dopo tutti quegli anni le lacrime se le sentiva tatuate ancora lí, sulle gote, e continuavano a bruciare.
Bruciavano da morire, ma Yoongi non urlava. Si lasciava ustionare e restava in silenzio.

«Yoongi?! Mi vuoi rispondere?!»

Namjoon lo scuoteva per le spalle per farlo riemergere da quell'abisso di emozioni, dopo aver ignorato il telefono da cui proveniva ormai solo un segnale acustico fastidioso.

«Devo... devo andare. Dammi le chiavi dell'auto»

Farfugliò Yoongi alzandosi, barcollando come se fosse ubriaco di quel mix letale di rabbia, disperazione e negazione. Si strofinò il naso con la manica della felpa nera, lo sguardo vuoto per evitare quello di Namjoon, che ancora non riusciva a misurare la gravità di quel disastro.

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⏰ Ultimo aggiornamento: May 11 ⏰

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