Una famiglia veramente perfetta, piena di amore reciproco e affetto. Una coppia. Un piccolo bambino - il figlio, che non ha mai conosciuto sofferenza, tutto ciò che ha sempre saputo è da definire idilliaco.
Ma improvvisamente un incendio si portò v...
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OLEG
"Persona", che termine riduttivo per esprimere un forziere di tesori più preziosi di ogni oro. Le storie. Le informazioni acquisite dalla vita nonostante la via che ci porta ad imparare cose nuove non sia sempre quella più facile da percorrere.
Aprii gli occhi già sveglio in quella che ormai potevo considerare forse la mia nuova casa.
La luce del sole passava dalla finestra e finiva per toccare i miei occhi che erano già pronti per accogliere il mistero che portava con sé il giorno che stavo per vivere.
Mi svegliai e attorno a me non sentii alcun rumore strano né tanto meno di provenienza animale.
Strano perché avevo letto da qualche parte che in quelle zone lì ci fosse stata una grande vastità di uccelli del bosco.
Evidentemente stavano ancora dormendo.
Finalmente dopo un classico e forse insensato ragionamento mattutino decisi di alzarmi dal letto.
Mi misi addosso le stesse scarpe che avevo messo ad asciugare vicino alla stufetta la sera precedente.
Le scarpe si erano asciugate, e con i calzini ancora addosso infilai i piedi dentro il paio di calzature.
Quando però avvicinai la mia mano alle scarpe notai che la stufetta si spense durante la notte.
In un primo momento pensai che si fosse rotta, però poi decisi di lasciar perdere e di uscire dalla stanza.
Quando aprii la porta un odore di qualcosa di molto familiare arrivò alle mie narici.
Tutto il corridoio era riempito dal profumo che ricordava quello di omelette appena fatta.
Decisi di procedere quindi lungo lo spazio per vedere effettivamente da dove potesse provenire questo buon odore, nonostante avessi già le mie supposizioni.
Finalmente arrivai alla parte frontale del locale, e attorno a me c'era tutto l'arredamento solito per quel tipo di posti.
Le sedie rosse di pelle, i divanetti e, siccome lo spazio era abbastanza piccolo, solo sei tavoli per poter fare una breve sosta e magari sgranocchiare anche qualcosa nel mentre.
Dietro al bancone dove si prepara il cibo c'era appunto il signore Stepan che stava preparando un'omelette (certo che avevo un fiuto eccezionale ai tempi).