▪️Prima di iniziare...
Il ricordo di Massimo, alla fine del capitolo, potrebbe risultare un po' forte per alcuni lettori. Se siete particolarmente impressionabili, vi consiglio di saltare la metà iniziale.
MASSIMO
Saliamo in moto e ci dirigiamo verso gli uffici del parco archeologico.
Procedo a una velocità esasperatamente lenta, solo per guadagnare ancora qualche secondo in più da solo con lei.
La sento rigida dietro di me, attenta a mantenere quel minimo di distanza necessario a non sfiorarmi neanche per sbaglio, mentre dall'interfono il suo respiro continua a essere irregolare.
È ancora scossa per quello che ha appena rivissuto, e lo sono anch'io.
Non stava semplicemente ricordando, lei riviveva davvero quegli attimi, e questa cosa mi stava fottendo la testa.
L'avevo guardata da lontano parlare con ombre di persone morte da secoli. Si fermava davanti alle botteghe, rispondeva alle domande inudibili, sorrideva come se davanti a lei ci fosse davvero qualcuno.
Aveva parlato con Nené, con Titus... con me. Aveva rivissuto il nostro secondo incontro. Io che la seguivo tra le strade solo per rubarle altro tempo mentre lei faceva finta di essere infastidita.
La adoravo già da morire senza saperlo, e ricordo ancora il sapore amaro della delusione quando ho capito chi fosse davvero... ero convinto che non l'avrei mai avuta, ma non sapevo quanto fossi lontano dalla verità.
Stringo forte i manubri, cercando di scaricare da qualche parte la frustrazione che mi sta logorando dentro.
E se avessi sbagliato tutto?
Se avessi passato anni a rincorrere risposte senza averci capito un cazzo?
Ho passato la mia intera esistenza dietro testi, mi sono fatto ricevere da sacerdotesse che non parlavano con nessuno, ho studiato perfino reperti più antichi della nostra nascita, seguito qualunque pista possibile, qualunque cazzo di cosa potesse darmi una risposta... eppure niente parlava di questo.
Niente.
E se le risposte non fossero mai state scritte perché... non esistono?
No è impossibile, maledizione!
Ci deve essere qualcosa che mi sfugge... ma cosa?
Sono ancora perso tra i miei pensieri quando svoltiamo l'angolo e la sagoma di Ethan mi riporta bruscamente al presente. Mi viene quasi da rallentare di più, stavolta non per lei, ma per godermi la sua faccia mentre ci vede arrivare insieme.
È lì che cammina avanti e indietro davanti ai cancelli, con una faccia talmente nera che sembra pronto a uccidere qualcuno.
«Ah.» borbotto «Sembra tranquillo.»
Sento la moto ondeggiare leggermente mentre lei si raddrizza sul sellino, cercando di vedere oltre le mie spalle.
«Merda...» sussurra nelle cuffie.
Mi scappa un sorriso mentre decelero.
«Se vuoi tiro dritto e gli diciamo che non lo abbiamo visto. Tanto ha la vista annebbiata dall'odio, magari ci crede.»
La sento soffocare una risata nell'interfono.
«Smettila, per favore...» mormora.
«Sono serio.» le dico, mentre mi fermo.
Lei scende dalla moto in un secondo. Si toglie il casco, mi evita con lo sguardo e me lo allunga con un gesto secco.
«Grazie» dice soltanto e poi si gira e va verso Ethan, che è lì fermo a braccia incrociate e sembra pronto a esplodere.
Io resto fermo accanto alla moto a guardare la scena.
Lui le arriva addosso subito agitato. Gesticola mentre le parla, ha una mano tra i capelli, l'altra che indica me da lontano. Anche senza sentire la sua voce, capisco perfettamente che è furioso.
Victoria prova a dirgli qualcosa, ma lui la interrompe subito.
Scendo dalla moto e mi sfilo il casco senza staccare gli occhi da loro.
Victoria resta ferma davanti a Ethan mentre lui le urla qualcosa.
E lei non reagisce.
Abbassa appena lo sguardo e incassa tutto in silenzio.
La guardo e sento un nervoso che mi sale su dallo stomaco.
Perché la mia Victoria non era così.
Lei esplodeva, contro suo padre, contro Gaius, contro di me.
Aveva il fuoco addosso anche quando aveva paura.
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Tra le rovine del tempo
RomancePompei, 79 d.C. Nel giorno in cui la città viene inghiottita dal Vesuvio, Victoria si trova davanti a una scelta che non dovrebbe esistere: salvare Maximus o perderlo per sempre. Per tenerlo in vita, spezza un medaglione antico, un gesto che lega le...
